venerdì, 15 febbraio 2008

Il dialogo non si interrompe

Koln-PapaRavQuando, alcuni mesi fa, Benedetto XVI ha liberalizzato l’uso del Messale latino riformato da Giovanni XXIII (1962), ci fu chi gridò allo scandalo, perché in quel testo si pregava “per la conversione degli ebrei”. Nei giorni scorsi, è stata diffusa una nuova formula, che si potrebbe tradurre così: “Preghiamo per gli Ebrei: affinché Dio, Nostro Signore, illumini i loro cuori perché riconoscano Gesù Cristo salvatore di tutti gli uomini. Dio onnipotente ed eterno che vuoi che tutti gli uomini si salvino e giungano alla conoscenza della verità, concedi propizio che, entrando la pienezza delle genti nella tua Chiesa, tutto Israele sia salvo”.

È così scandaloso che un cristiano auspichi che tutti conoscano la verità di Dio e si salvino? Eppure c’è chi ha gridato all’antisemitismo e ha chiesto l’interruzione del dialogo fra le due religioni. Non così il rabbino David Rosen, presidente del Comitato ebraico internazionale per il dialogo interreligioso, così come un’assemblea di quattrocento rabbini americani, che valuta come “estrema e molto dannosa” la reazione di alcuni. Fino a Giorgio Israel, che pochi giorni fa scriveva su un quotidiano: “Se è sconsiderato interrompere il dialogo, collocare la Chiesa nell’asse del male antisemita è un’autentica follia”. L’Italia è uno dei paesi meno antisemiti d’Europa. Qualcuno pensa che la sua storia cristiana non c’entri con questo?

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categoria: benedetto xvi, ebraismo


mercoledì, 23 gennaio 2008

I “giusti” che non ti aspetti

sito GIUSTI_bassaFra pochi giorni, domenica 27 gennaio, sarà celebrata la “Giornata della memoria”, l’annuale appuntamento dedicato al ricordo delle vittime della Shoah. Ogni volta mi piace metterne in luce un aspetto diverso. Quest’anno il taglio lo offre, con grande saggezza, il Pime di Milano, promotore di una mostra sui “Giusti dell’Islam”. Pochi sanno, infatti, che tra i circa 22mila nomi, censiti dallo Yad Vashem di Gerusalemme, di coloro che si impegnarono per salvare gli ebrei durante la persecuzione nazista ci sono anche settanta musulmani.
Con questo loro gesto – notano al Pime – essi hanno ricordato che la frase del Talmud «Chi salva una vita salva il mondo intero» compare anche nel Corano. Oggi, però, sono i più dimenticati tra i Giusti, perché politicamente scorretti sia per tanti ebrei che per tanti arabi. Sono infatti un invito ad andare oltre le generalizzazioni facili nella percezione dell’altro e delle sue aspirazioni. Attraverso i suoi 25 pannelli, la mostra racconta alcune di queste storie. Parla di due bosniaci, tre albanesi, due diplomatici turchi e un iraniano che con il loro coraggio salvarono alcune decine di ebrei.
La mostra si apre domani ed è visitabile fino al 10 febbraio. Se qualcuno passa da Milano, non perda l’occasione.
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categoria: islam, attualitĂ , ebraismo


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Utente: ediaco
Spesso, nel mio dormiveglia, turbinano pensieri e piccoli racconti, vuoti e trasparenti come bolle di sapone, vorrei poterli catturare su un pezzo di carta… (Etty Hillesum, 11 agosto 1943)


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