Bibbia amata, ma poco conosciuta nel nostro Paese. È la sintesi giornalistica dell’indagine europea dell’Eurisko presentata ieri in Vaticano, un’inchiesta con risultati molto interessanti. Un po’ sconforta, anche se certo non sorprende, l’ignoranza religiosa dei nostri connazionali (solo il 14% sa rispondere a domande tipo: “I Vangeli sono parte della Bibbia?” o “Gesù ha scritto libri della Bibbia?). Ma registro con favore il fatto che più di 6 italiani su 10 vorrebbero che si leggesse nelle scuole, in quanto elemento di conoscenza indispensabile dell’uomo contemporaneo. E oltre la metà pagherebbe, almeno in linea teorica, per favorirne la conoscenza. Emerge, forte, la richiesta di aiuto a comprendere un testo ritenuto “difficile” da oltre il 60% degli intervistati.
Le tabelle dicono che tre italiani su quattro hanno una Bibbia in casa e che il 27%, nell’ultimo anno, ha letto almeno un brano della Sacra Scrittura (contro il 75% degli Stati Uniti). Quelli che l’hanno regalata in qualche occasione sono il 16%. Un po’ pochini… anche se
Nel prossimo giugno sarà pubblicata la nuova traduzione italiana della Bibbia. Già da qualche mese ne abbiamo degli assaggi nelle letture delle Messe domenicali. Le differenze non mi dispiacciono. Oltre ad essere più fedeli all’originale, richiamano l’attenzione e costringono a pensare al significato di quanto si legge e ascolta.
Fra i vari commenti apparsi sulla stampa, il sociologo Franco Garelli nota che, alla lettura del testo sacro, “i più preferiscono ascoltare un’omelia in chiesa o seguire una trasmissione religiosa alla televisione. Tutti segni di una religiosità più ‘recettiva’ che attiva, più orientata all’ascolto che alla ricerca e al coinvolgimento personale”. A parte tutto, però, 79 italiani su 100 dicono di sentirsi protetti da Dio. Una conoscenza più profonda della Bibbia darebbe ancora più sostanza a questo sentimento diffuso.
Prende il via domani mattina alle 11, con una solenne celebrazione a San Giovanni Rotondo, l’ostensione del corpo di Padre Pio, il frate cappuccino più famoso al mondo, dichiarato santo da Giovanni Paolo II con grande determinazione e devozione. Si tratta di un evento molto atteso e che sarà seguito da centinaia di testate giornalistiche e di televisioni di tutto il mondo. Molti anche i fedeli che si sono prenotati finora per questo evento: circa 750mila, ma il numero è certamente destinato a salire.
«O Dio dell'amore, della compassione e della riconciliazione, rivolgi il Tuo sguardo su di noi, popolo di molte fedi e tradizioni diverse, che siamo riuniti oggi in questo luogo, scenario di incredibile violenza e dolore.
Ti chiediamo nella Tua bontà di concedere luce e pace eterna a tutti coloro che sono morti in questo luogo - i primi eroici soccorritori: i nostri vigili del fuoco, agenti di polizia, addetti ai servizi di emergenza e personale della Capitaneria di Porto, insieme a tutti gli uomini e le donne innocenti, vittime di questa tragedia solo perché il loro lavoro e il loro servizio li ha portati qui l'11 settembre 2001.
Ti chiediamo, nella Tua compassione di portare la guarigione a coloro i quali, a causa della loro presenza qui in quel giorno, soffrono per le lesioni e la malattia. Guarisci anche la sofferenza delle famiglie ancora in lutto e di quanti hanno perso persone care in questa tragedia. Concedi loro la forza di continuare a vivere con coraggio e speranza.
Ricordiamo anche coloro che hanno trovato la morte, i feriti e quanti hanno perso i loro cari in quello stesso giorno al Pentagono e a Shanksville, in Pennsylvania. I nostri cuori si uniscono ai loro mentre la nostra preghiera abbraccia il loro dolore e la loro sofferenza.
Dio della pace, porta
Dio della comprensione, sopraffatti dalla dimensione immane di questa tragedia, cerchiamo
Confortaci e consolaci, rafforzaci nella speranza e concedici la saggezza e il coraggio di lavorare instancabilmente per un mondo in cui pace e amore autentici regnino tra le Nazioni e nei cuori di tutti».
Un utile spunto di discussione l’ho postato qui…
Ho trovato molto interessante il discorso fatto nei giorni scorsi da Benedetto XVI ad un congresso promosso dal Pontificio Istituto “Giovanni Paolo II”. I giornali l’hanno riassunto come segue. Ratzinger: aborto e divorzio colpe gravi, ma le persone vanno aiutate a riprendersi. Il Papa invita la Chiesa ad “accostarsi con attenzione materna e delicatezza a chi ne porta le ferite interiori”. Ecco un piccolo estratto del suo discorso.