martedì, 29 aprile 2008

Più Bibbia nella scuola?

bibbiaBibbia amata, ma poco conosciuta nel nostro Paese. È la sintesi giornalistica dell’indagine europea dell’Eurisko presentata ieri in Vaticano, un’inchiesta con risultati molto interessanti. Un po’ sconforta, anche se certo non sorprende, l’ignoranza religiosa dei nostri connazionali (solo il 14% sa rispondere a domande tipo: “I Vangeli sono parte della Bibbia?” o “Gesù ha scritto libri della Bibbia?). Ma registro con favore il fatto che più di 6 italiani su 10 vorrebbero che si leggesse nelle scuole, in quanto elemento di conoscenza indispensabile dell’uomo contemporaneo. E oltre la metà pagherebbe, almeno in linea teorica, per favorirne la conoscenza. Emerge, forte, la richiesta di aiuto a comprendere un testo ritenuto “difficile” da oltre il 60% degli intervistati.

Le tabelle dicono che tre italiani su quattro hanno una Bibbia in casa e che il 27%, nell’ultimo anno, ha letto almeno un brano della Sacra Scrittura (contro il 75% degli Stati Uniti). Quelli che l’hanno regalata in qualche occasione sono il 16%. Un po’ pochini… anche se la Bibbia resta il libro più diffuso e tradotto al mondo.

Nel prossimo giugno sarà pubblicata la nuova traduzione italiana della Bibbia. Già da qualche mese ne abbiamo degli assaggi nelle letture delle Messe domenicali. Le differenze non mi dispiacciono. Oltre ad essere più fedeli all’originale, richiamano l’attenzione e costringono a pensare al significato di quanto si legge e ascolta.

Fra i vari commenti apparsi sulla stampa, il sociologo Franco Garelli nota che, alla lettura del testo sacro, “i più preferiscono ascoltare un’omelia in chiesa o seguire una trasmissione religiosa alla televisione. Tutti segni di una religiosità più ‘recettiva’ che attiva, più orientata all’ascolto che alla ricerca e al coinvolgimento personale”. A parte tutto, però, 79 italiani su 100 dicono di sentirsi protetti da Dio. Una conoscenza più profonda della Bibbia darebbe ancora più sostanza a questo sentimento diffuso.

postato da ediaco alle ore 19:06 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: teologia, attualità


mercoledì, 23 aprile 2008

Il frate che ci mette in discussione

  
padrepioPrende il via domani mattina alle 11, con una solenne celebrazione a San Giovanni Rotondo, l’ostensione del corpo di Padre Pio, il frate cappuccino più famoso al mondo, dichiarato santo da Giovanni Paolo II con grande determinazione e devozione. Si tratta di un evento molto atteso e che sarà seguito da centinaia di testate giornalistiche e di televisioni di tutto il mondo. Molti anche i fedeli che si sono prenotati finora per questo evento: circa 750mila, ma il numero è certamente destinato a salire.
Nonostante non siano mancate le polemiche – cosa peraltro del tutto normale quando c’è di mezzo Padre Pio – la manifestazione ha esclusivamente carattere religioso: è un gesto di preghiera e di fede, che – una volta concluso – permetterà anche una migliore conservazione delle spoglie del santo.
Devo confessare che per lungo tempo la figura del frate di Pietrelcina non ha esercitato su di me particolare fascino. E ancora oggi alcune forme di pietà mi trovano un po’ distante. Ugualmente, non ho dubbi sulla grandezza della sua testimonianza e consiglio a tutti di leggere qualche seria biografia, così da verificare direttamente come, al di là di tante leggende e interpretazioni, ciò che resta dello straordinario fenomeno di devozione è l’umile e robusta figura di un uomo completamente offerto a Dio e strumento della sua grazia. Tutto il resto è contorno.
postato da ediaco alle ore 17:30 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: testimoni


domenica, 20 aprile 2008

Dio della compassione

papa ground zero«O Dio dell'amore, della compassione e della riconciliazione, rivolgi il Tuo sguardo su di noi, popolo di molte fedi e tradizioni diverse, che siamo riuniti oggi in questo luogo, scenario di incredibile violenza e dolore.

Ti chiediamo nella Tua bontà di concedere luce e pace eterna a tutti coloro che sono morti in questo luogo - i primi eroici soccorritori: i nostri vigili del fuoco, agenti di polizia, addetti ai servizi di emergenza e personale della Capitaneria di Porto, insieme a tutti gli uomini e le donne innocenti, vittime di questa tragedia solo perché il loro lavoro e il loro servizio li ha portati qui l'11 settembre 2001.

Ti chiediamo, nella Tua compassione di portare la guarigione a coloro i quali, a causa della loro presenza qui in quel giorno, soffrono per le lesioni e la malattia. Guarisci anche la sofferenza delle famiglie ancora in lutto e di quanti hanno perso persone care in questa tragedia. Concedi loro la forza di continuare a vivere con coraggio e speranza.

Ricordiamo anche coloro che hanno trovato la morte, i feriti e quanti hanno perso i loro cari in quello stesso giorno al Pentagono e a Shanksville, in Pennsylvania. I nostri cuori si uniscono ai loro mentre la nostra preghiera abbraccia il loro dolore e la loro sofferenza.

Dio della pace, porta la Tua pace nel nostro mondo violento: pace nei cuori di tutti gli uomini e le donne e pace tra le Nazioni della terra. Volgi verso il Tuo cammino di amore coloro che hanno il cuore e la mente consumati dall'odio.

Dio della comprensione, sopraffatti dalla dimensione immane di questa tragedia, cerchiamo la Tua luce e la Tua guida mentre siamo davanti a eventi così tremendi. Concedi a coloro le cui vite sono state risparmiate di poter vivere in modo che le vite perdute qui non siano state perdute invano.

Confortaci e consolaci, rafforzaci nella speranza e concedici la saggezza e il coraggio di lavorare instancabilmente per un mondo in cui pace e amore autentici regnino tra le Nazioni e nei cuori di tutti».

postato da ediaco alle ore 19:40 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: attualità, benedetto xvi


venerdì, 11 aprile 2008

“Ho cercato di far sapere che c’ero”
    
025_PA15_2008Un utile spunto di discussione l’ho postato qui
Mi ha davvero molto colpito.
postato da ediaco alle ore 07:48 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: persone, attualità


giovedì, 10 aprile 2008

Attenzione e delicatezza

divorzio1Ho trovato molto interessante il discorso fatto nei giorni scorsi da Benedetto XVI ad un congresso promosso dal Pontificio Istituto “Giovanni Paolo II”. I giornali l’hanno riassunto come segue. Ratzinger: aborto e divorzio colpe gravi, ma le persone vanno aiutate a riprendersi. Il Papa invita la Chiesa ad “accostarsi con attenzione materna e delicatezza a chi ne porta le ferite interiori”. Ecco un piccolo estratto del suo discorso.
Davvero gli uomini e le donne dei nostri giorni si trovano talvolta spogliati e feriti, ai margini delle strade che percorriamo, spesso senza che nessuno ascolti il loro grido di aiuto e si accosti alla loro pena, per alleviarla e curarla. Nel dibattito, spesso puramente ideologico, si crea nei loro confronti una specie di congiura del silenzio. Solo nell’atteggiamento dell’amore misericordioso ci si può avvicinare per portare soccorso e permettere alle vittime di rialzarsi e di riprendere il cammino dell’esistenza. (…)
Divorzio e aborto sono scelte di natura certo differente, talvolta maturate in circostanze difficili e drammatiche, che comportano spesso traumi e sono fonte di profonde sofferenze per chi le compie. Esse colpiscono anche vittime innocenti: il bambino appena concepito e non ancora nato, i figli coinvolti nella rottura dei legami familiari. In tutti lasciano ferite che segnano la vita indelebilmente. Il giudizio etico della Chiesa a riguardo del divorzio e dell’aborto procurato è chiaro e a tutti noto: si tratta di colpe gravi che, in misura diversa e fatta salva la valutazione delle responsabilità soggettive, ledono la dignità della persona umana, implicano una profonda ingiustizia nei rapporti umani e sociali e offendono Dio stesso, garante del patto coniugale ed autore della vita. (…)
A queste persone la Chiesa ha il dovere primario di accostarsi con amore e delicatezza, con premura e attenzione materna, per annunciare la vicinanza misericordiosa di Dio in Gesù Cristo. (…) I "no" che la Chiesa pronuncia nelle sue indicazioni morali e sui quali talvolta si ferma in modo unilaterale l’attenzione dell’opinione pubblica, sono in realtà dei grandi "sì" alla dignità della persona umana, alla sua vita e alla sua capacità di amare. Sono l’espressione della fiducia costante che, nonostante le loro debolezze, gli esseri umani sono in grado di corrispondere alla altissima vocazione per cui sono stati creati: quella di amare”.
Sullo stesso tema era intervenuto qualche mese fa anche il cardinale Tettamanzi, arcivescovo di Milano, con una lettera ai divorziati largamente diffusa anche oltre i confini della diocesi. Qui una breve presentazione del testo.
postato da ediaco alle ore 14:58 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: vita, attualità, benedetto xvi


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Spesso, nel mio dormiveglia, turbinano pensieri e piccoli racconti, vuoti e trasparenti come bolle di sapone, vorrei poterli catturare su un pezzo di carta… (Etty Hillesum, 11 agosto 1943)


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