domenica, 25 gennaio 2009

Segui la freccia…

testate blog

Essendo spazi particolarmente affini a questo, per temi e prospettive, vi invito a continuare la lettura e il dialogo con me qui e qui. Almeno per un po’…

postato da ediaco alle ore 12:52 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria:


martedì, 02 dicembre 2008

Semplificazioni

com0612zh
C’è quasi da farci l’abitudine, tanto sono diffuse nell’informazione televisiva e stampata. È facile per i cronisti, in buona o cattiva fede, semplificare i fatti e le opinioni, deformando così la verità e insinuando virus pericolosi. E quando è in gioco la religione gli esempi si sprecano. Due, recentissimi, sono quanto mai clamorosi.
   
Il primo riguarda quanto sta avvenendo in Nigeria, ossia uno scontro sanguinosissimo tra fazioni rivali che sui media è passato come una guerra di religione fra cristiani e musulmani. Come se il motivo delle violenze fosse la diversità di fede. In realtà, come sempre in questi casi, dietro ai crimini efferati ci sono lotte per il controllo del potere: un motivo che si intreccia con l’identità anche religiosa dei diversi gruppi, ma certo non si identifica con essa.
      
Il secondo, ugualmente gravissimo, è la polemica scoppiata sulle parole di mons. Celestino Migliore, rappresentante vaticano all’Onu. Qui si può leggere il testo integrale della sua intervista all’agenzia francese I.Media, in traduzione italiana e nell’originale francese. Il vescovo risponde a quattro domande. Una riguarda una proposta di depenalizzazione dell’omosessualità nel mondo intero. Ecco la risposta di mons. Migliore: “Tutto ciò che va in favore del rispetto e della tutela delle persone fa parte del nostro patrimonio umano e spirituale. Il Catechismo della Chiesa cattolica, dice, e non da oggi, che nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione. Ma qui, la questione è un'altra. Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi, si chiede agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli Stati che non riconoscono l'unione tra persone dello stesso sesso come "matrimonio" verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni”.
   
Non so le ragioni della contrarietà alla proposta francese degli oltre 150 Paesi che non l’hanno sostenuta (tutti desiderosi di incarcerare gli omosessuali o plagiati dal Papa?). Mi sembra però che nel ragionamento del diplomatico vaticano non ci siano toni da crociata o scomuniche al movimento gay. Solo l’osservazione che il mezzo proposto (il testo francese) non è il più adatto al fine (diminuire le discriminazioni nel mondo). Perché nessuno dei critici delle parole del vescovo ha risposto su questo punto?
postato da ediaco alle ore 13:54 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: attualitĂ , religioni e violenza


giovedì, 20 novembre 2008

sesso-amoreSesso e amore
      
Questa settimana, lo spunto per un appassionato dibattito me lo dà ancora “Ali d’argento”. Qui trovate una bella riflessione a partire da un libro uscito di recente: “Il sesso è amore”. Un tema, in realtà, che ne nasconde molti altri.
postato da ediaco alle ore 17:38 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: amore, attualitĂ 


mercoledì, 12 novembre 2008

vaticano_-_islamInsieme affermiamo…
     
Dal 4 al 6 novembre scorso, in Vaticano, si è tenuto il primo seminario del forum cattolico-musulmano, un’iniziativa voluta dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e da una Delegazione dei 138 firmatari musulmani della lettera aperta intitolata Una Parola Comune. Il tema del seminario è stato «Amore di Dio, amore del prossimo».
Ecco alcuni, interessanti, passaggi del documento redatto al termine dei lavori e firmato da entrambe le parti. Non mi sembra poco…
   
La vita umana è un dono preziosissimo di Dio a ogni persona, dovrebbe essere quindi preservata e onorata in tutte le sue fasi.
 
La dignità umana deriva dal fatto che ogni persona è creata da un Dio amorevole per amore, le sono stati offerti i doni della ragione e del libero arbitrio e, quindi, le è stato permesso di amare Dio e gli altri. Sulla solida base di questi principi la persona esige il rispetto della sua dignità originaria e della sua vocazione umana. Quindi ha diritto al pieno riconoscimento della propria identità e della propria libertà di individuo, comunità e governo, con il sostegno della legislazione civile che garantisce pari diritti e piena cittadinanza.
 
Affermiamo che la creazione dell'umanità da parte di Dio presenta due grandi aspetti: la persona umana maschio e femmina e ci impegniamo insieme a garantire che la dignità e il rispetto umani vengano estesi sia agli uomini sia alle donne su una base paritaria.
  
L'amore autentico del prossimo implica il rispetto della persona e delle sue scelte in questioni di coscienza e di religione. Esso include il diritto di individui e comunità a praticare la propria religione in privato e in pubblico.
      
Le minoranze religiose hanno il diritto di essere rispettate nelle proprie convinzioni e pratiche religiose. Hanno anche diritto ai propri luoghi di culto e le loro figure e i loro simboli fondanti che considerano sacri non dovrebbero subire alcuna forma di scherno o di irrisione.
       
Professiamo che cattolici e musulmani sono chiamati a essere strumenti di amore e di armonia tra i credenti e per tutta l'umanità, rinunciando a qualsiasi oppressione, violenza aggressiva e atti terroristici, in particolare quelli perpetrati in nome della religione, e a sostenere il principio di giustizia per tutti.
    
I giovani sono il futuro delle comunità religiose e delle società in generale. Vivranno sempre di più in società multiculturali e multireligiose. È essenziale che siano ben formati nelle proprie tradizioni religiose e ben informati sulle altre culture e religioni.
postato da ediaco alle ore 14:49 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: islam, religioni e violenza


domenica, 02 novembre 2008

DSCF6848 (Medium)L’arte di sentire Dio

   

“Sentire Dio è la cosa più semplice e al tempo stesso la più importante della vita. Posso sentirlo nella natura, nelle stelle, nell’amore, nella musica e nella letteratura, nella parola della Bibbia e in molti altri modi ancora. È un’arte dell’attenzione che occorre apprendere come l’arte di amare o di essere capaci nel lavoro” (C.M. Martini).

postato da ediaco alle ore 21:55 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: interrogativi


martedì, 14 ottobre 2008

“No, non siamo immortali”

malatoAncora sul tema della vita e della malattia, credo offra numerosi spunti di discussione la testimonianza di Sylvie Menard, ricercatrice presso il Centro oncologico di Milano e per anni assistente del professor Umberto Veronesi. Tre anni fa la Menard si è ammalata di cancro. “E ho ricominciato a vivere”. Ecco una parte della trascrizione del suo intervento, andato in onda durante una trasmissione di Radio Rai 1.
 
“Come allieva di Veronesi ho sempre pensato: testamento biologico e eutanasia sono dei diritti. Io, come francese, sono per la libertà in assoluto perché sono dei diritti: magari io non ne avrò bisogno, però mi sembra giusto che ogni persona possa decidere della sua fine. Poi tre anni fa mi sono ammalata di cancro anch’io e questo trauma - che è un trauma terribile, perché obbliga a pensare alla morte, non alla morte come l’avevo sempre pensata, la morte degli altri, ma obbliga a pensare alla propria morte - e questo percorso di considerare la morte come un evento assolutamente naturale, obbligatorio, non c’è morte se non c’è vita, mi ha permesso, se vogliamo, di rinascere, di ricominciare a vivere, di ritornare protagonista della mia vita e di lasciare un po’ la malattia da parte.
Facendo questo procedimento, mi sono accorta che su testamento biologico ed eutanasia avevo completamente cambiato parere. Il testamento biologico e, soprattutto, l’eutanasia, se c’è in questo Paese c’è perché lo hanno chiesto i sani. Invece di fare la terapia del dolore, costa di meno dire allora a questo punto c’è l’eutanasia, se tu proprio questo non lo sopporti più, ti do una via d’uscita. La depressione è la stessa cosa. Io ho sperimentato cosa vuol dire depressione: si perde la voglia di vivere, allora è chiaro che il paziente depresso a questo punto chiede di morire.
0841fc38Io credo che in un Paese civile – essendo la vita una cosa preziosissima – la prima cosa da difendere è la vita. Quando sento parlare della morte degna mi dà molto fastidio, perché la morte degna vuol dire che dall’altra parte si tenderebbe a dire che c’è una vita indegna. E per uno che chiede di morire perché ha delle difficoltà a continuare a vivere, ci sono decine di altri pazienti che hanno la stessa malattia e che, invece, con coraggio cercano di andar avanti. Noi stiamo dicendo a questa gente che la loro vita è indegna…
Io fino al tumore ero una persona immortale. Come tutti i sani noi ci sentiamo immortali fino a quando non ci succede qualcosa che ci dice che immortale tu non sei, allora cambiano completamente gli aspetti. È per questo che credo che il testamento biologico non serva a niente, perché nessuno da sano può sapere come reagirebbe in caso di una malattia grave”.
 
Per approfondire si può leggere qui un articolo tratto da Famiglia Cristiana: “Una legge serve. Ma giusta”.
postato da ediaco alle ore 17:12 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: vita, interrogativi, attualitĂ , eutanasia


giovedì, 09 ottobre 2008

Di me posso fare qualsiasi cosa?

2bbd51e8aIl dibattito in corso nelle ultime settimane sul cosiddetto “fine vita” – con gli interrogativi riguardanti il testamento biologico, l’accanimento terapeutico e l’eutanasia – ha spesso fatto ricorso al principio dell’autodeterminazione. Con questa espressione si intende il dovere di rispettare la volontà della persona, che può lecitamente rifiutare un trattamento medico e non va sottoposta a una terapia in modo coercitivo.
Il problema, in questo caso, sorge quando tale libertà e “autonomia” della persona tende a diventare assoluta, tale cioè da non essere incrociata con altri principi ugualmente determinanti. Quale, ad esempio, il bene stesso dell’individuo.
In altri termini: qualsiasi azione una persona commetta su di sé e sul proprio corpo è sempre buona e moralmente accettabile? Il diritto di un malato di sottrarsi a una terapia, riconosciuto anche dalla Costituzione, equivale all’approvazione del suicidio o dell’eutanasia? Credo che ci sia un considerevole spazio in mezzo…
E che non basti la piena lucidità e autonomia per rendere un’azione legittima. Se così fosse, la legge dovrebbe rendere lecite pratiche quali il commercio dei propri organi a fine di lucro, l’automutilazione, perfino la vendita della propria libertà a qualcuno, consegnandosi volontariamente come schiavo. Sono esempi assurdi? Non proprio, visto che, in piena coerenza, c’è chi li teorizza.
La materia è certo complessa. Motivo in più, mi sembra, per essere estremamente cauti e non rinunciare a nessuna precauzione, etica e giuridica, quando è in gioco la vita e la dignità di un essere umano.
postato da ediaco alle ore 17:04 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: vita, interrogativi, attualitĂ , eutanasia, scienza e fede


lunedì, 29 settembre 2008

Oggi parliamo di…

Sono molti i temi che meritano spazio in queste prime lezioni dell’anno.

   

Non finisce di attirare l’attenzione, ad esempio, la questione della libertà religiosa. Dall’Egitto Giulio Albanese racconta la storia di Ibrahim (il nome è di fantasia), un giovane nato nel 1980 ad Alessandria e convertito al cristianesimo due anni fa. Oggi vive in semiclandestinità ma non è affatto pentito della sua scelta ed anzi spera di poter veder presto riconosciuti i suoi diritti. “L’unica cosa che posso fare – dice il giovane – è pregare per la pace e la concordia nel mio Paese, ricusando ogni violenza”. Qui un primopiano con la storia di Ibrahim e un’analisi della “fede negata” in Africa.

   

ilsito_gL’ora di religione è anche lo spazio migliore in cui affrontare gli interrogativi posti dal recente libro di Augias-Cacitti “Inchiesta sul Cristianesimo. Come si costruisce una religione”, che segue di poco il precedente “Inchiesta su Gesù”. Più del libro, in realtà, è il tema che non va lasciato perdere. E la provocazione ad approfondire le origini di un fenomeno che ha cambiato la storia dell’umanità. Spesso anche i credenti ne sanno davvero poco. A questo cerca di rimediare un ottimo sito internet, che unisce il taglio divulgativo alla documentazione scientifica: Christianismus.it. Vale la pena una passeggiata fra le sue pagine… così come qualche clic sulle letterepaoline.it.

postato da ediaco alle ore 19:11 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria:


lunedì, 15 settembre 2008

Primo giorno di scuola

primo giorno di scuola“In realtà, basta amare”.
Alla ripresa delle lezioni, non ho altro augurio da fare a tutti se non queste quattro lapidarie parole. Le ha pronunciate ieri il Papa a Lourdes. C’entrano molto anche con la scuola, con l’educazione, con lo studio… Ognuno saprà bene a cosa e soprattutto a chi applicarle…
postato da ediaco alle ore 14:31 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: benedetto xvi, vita di scuola


sabato, 13 settembre 2008

Vigilie

DSC05034b (Medium)“Voi ragazzi andate da qualche parte o soltanto dove capita?”

Jack Kerouac, On the road

postato da ediaco alle ore 08:53 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: vita, interrogativi